L’intelligenza emotiva e il ruolo delle emozioni

Quarto incontro per IdR su “La relazione educativa come via della pace”

Lunedì 13 Aprile, nella parrocchia di Gesù Buon Pastore di Moscarelle – C.mare, si è tenuto il quarto incontro di aggiornamento degli IdR (insegnanti di Religione) della nostra diocesi, dal titolo: “L’intelligenza emotiva e il ruolo delle emozioni”.

L’incontro è stato guidato da Don Alfonso De Gregorio: parroco del luogo, psicologo, e ricercatore dell’UPS. Don Alfonso ha aperto la sua conferenza chiedendo agli insegnanti di RC di definire che cosa siano le emozioni, perché in un mondo sempre più complesso parlare di benessere non significa fare riferimento alla salute fisica, ma anche alla capacità di comprendere e gestire la propria dimensione emotiva. Un’emozione è uno stato affettivo intenso e di breve durata, che nasce come reazione a qualcosa che viviamo, pensiamo o percepiamo.

Gioa, paura, rabbia, tristezza, disgusto e sorpresa: queste sono le emozioni fondamentali! Esse sono universali, perché presenti in tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla cultura o provenienza, e soprattutto si manifestano con espressioni facciali uguali in tutto il mondo. Ogni emozione ha una funzione precisa, tutte aiutano ad adattarci all’ambiente; non esistono emozioni “sbagliate” o “giuste”; ciò che fa davvero la differenza è il modo in cui queste vengono riconosciute, espresse e gestite.

In questo contesto si inseriscono le LIFE SKILLS, un insieme di competenze fondamentali che aiutano a vivere meglio: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni e dello stress; comunicazione e relazioni efficaci; empatia; pensiero creativo; pensiero critico; prendere decisioni; risolvere problemi. Esse sono strettamente legate alle emozioni, perché permettono di comprenderle e usarle in modo costruttivo. Sviluppare una buona competenza emotiva è essenziale, soprattutto per i giovani, perché aiuta a prevenire ansia e depressione e a diventare adulti più equilibrati e consapevoli.

Nella seconda parte dell’incontro, don Alfonso invita gli insegnanti di religione cattolica a suddividersi in gruppi di lavoro e a riflettere sulle diverse componenti delle emozioni, con l’obiettivo di provare a codificarle; sottolineando come la comprensione e l’analisi delle emozioni rappresentino un passaggio fondamentale per lo sviluppo di competenze educative utili a supportare gli alunni nella gestione consapevole del proprio mondo emotivo.

Alla fine dell’incontro, don Alfonso ha sottolineato il ruolo significativo dei docenti di religione cattolica, evidenziando come essi siano spesso tra i più attenti alla dimensione umana e relazionale degli studenti. Tale sensibilità, tuttavia, non deve tradursi nella volontà di farsi carico diretto della risoluzione delle problematiche personali degli alunni. Il docente di religione cattolica, secondo quanto emerso, dovrebbe piuttosto assumere la funzione di “PARABOLA”: una figura capace di intercettare situazioni di fragilità o disagio, senza però sostituirsi agli interventi di altri professionisti. La collaborazione tra le diverse figure educative risulta quindi essenziale per garantire un supporto completo agli studenti. Infine, è stato evidenziato come la società contemporanea presenti una crescente difficoltà nell’ascolto emotivo dell’altro, spesso dovuta all’incapacità di riconoscere e comprendere le emozioni altrui. Tale limite rappresenta una sfida educativa per la scuola e per tutte le agenzie formative

Nel contesto dell’educazione emotiva, don Alfonso sottolinea un aspetto fondamentale: per essere buoni educatori è necessario, prima di tutto, lavorare su sé stessi. La capacità di gestire le proprie emozioni e di regolare la comunicazione rappresenta infatti un prerequisito essenziale per guidare gli altri. Se, ad esempio, un docente non è in grado di controllare il proprio modo di comunicare durante una lezione, difficilmente riuscirà a insegnare agli alunni il rispetto dei turni di parola e delle dinamiche di una conversazione. Inoltre, è importante riconoscere che le nostre risposte emotive sono il risultato di strategie che abbiamo sviluppato nel tempo, spesso perché si sono rivelate efficaci per noi in determinate situazioni. Tuttavia, ciò che funziona per noi non è detto che sia altrettanto utile per gli altri. Per questo motivo, diventa fondamentale mettersi in discussione: solo attraverso un continuo lavoro di consapevolezza e crescita personale ogni docente può migliorarsi, prima come individuo e poi come figura educativa capace di sostenere realmente i propri alunni.

In conclusione, l’incontro ha fatto capire quanto sia importante, per insegnare, conoscere e gestire le proprie emozioni. Solo lavorando su sé stessi si può aiutare davvero gli alunni a crescere.

di Donnarumma Anna Rita, maestra

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