18 Maggio 2026

Massa Lubrense. La Pastorale Giovanile incontra l’Associazione “I Care”

Cosa ci impedisce di abitare la speranza? Perché facciamo fatica a varcare quella porta? Sul portale dell’Antica Cattedrale di Massa Lubrense, c’erano diverse risposte ieri, scritte su post-it colorati. Quelli a forma di freccia ma che simbolicamente ieri hanno rappresentato una casa. Paura, vergogna, depressione. Erano solo parole, eppure avevano un peso importante. Perché se è vero che esiste una casa da abitare – quella della speranza – il primo passo per entrare possiamo compierlo solo noi. Oppure una somma di passi. Insomma, nessuno dice che sia facile. Ma possiamo alzare lo sguardo, guardare chi abbiamo accanto e renderci conto che nel varcare quella soglia, non siamo soli.

Tra interrogativi scomodi e certezze amorevoli, si è concluso ieri sera, in penisola sorrentina, il percorso della Pastorale Giovanile “Abitare la Speranza”.

Un cammino fatto di incontri, testimonianze e volti capaci di raccontare una speranza concreta e non teorica. Un itinerario a tappe che ha portato i giovani a conoscere realtà diverse del territorio, tutte accomunate dal desiderio di offrire possibilità di riscatto, crescita e futuro.

Il percorso è iniziato Castellammare di Stabia, presso la Parrocchia di Ponte Persica, con la testimonianza di don Fabio De Luca, cappellano dell’Istituto Penale Minorile di Nisida. Attraverso la sue parole, i giovani hanno potuto ascoltare storie di fragilità ma anche di rinascita, perchè anche nei contesti più difficili può nascere una nuova possibilità di vita.

La seconda tappa si è svolta ancora a Castellammare di Stabia, questa volta presso la Fondazione OIERMO, centro di formazione e sede del Progetto Policoro. Qui i partecipanti hanno incontrato una realtà che promuove il valore del lavoro dignitoso e sostiene i giovani del territorio nella costruzione del proprio futuro. Per l’occasione, la pastorale giovanile, ha visitato anche i laboratori storici della Fondazione, scoprendo esperienze concrete di formazione e impegno sociale.

Il cammino è poi proseguito con una visita alle Catacombe di San Gennaro e l’incontro con i ragazzi della Cooperativa La Paranza. La storia di un intero quartiere che, grazie all’impegno dei giovani, ha saputo trasformare un luogo storico e culturale in occasione di sviluppo, partecipazione e speranza per il territorio.

Il percorso si è infine concluso, a Massa Lubrense, con la visita al centro sociale “I Care”, una realtà che attraverso attività, culturali e di promozione sociale prova ogni giorno a dare valore aggiunto al proprio territorio, creando opportunità di incontro e crescita con un attenzione particolare ai più piccoli.

Abitare la speranza” raccoglie oggi i frutti di quanto ha seminato in questi mesi. Come il desiderio e la voglia di continuare il cammino insieme, magari compiendo passi più grandi. La consapevolezza che la speranza è figlia della pazienza e della perseveranza, ma vive anche di relazioni e di connessioni. Di sguardi incrociati e mani tese, capaci di smuovere possibilità e liberare dall’immobilismo.

 

condividi su