9 Settembre 2026

Mons. Giudice: “Educhiamo a bandire la violenza, cattiva maestra dei nostri giorni malati”

Il messaggio del vescovo di Nocera Inferiore-Sarno per il nuovo anno scolastico

È intitolato «Scuola: una palestra per la vita» il messaggio che monsignor Giuseppe Giudice rivolge alla comunità scolastica in occasione dell’inizio del nuovo anno 2026-2027. Il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, delegato della Conferenza episcopale campana per l’Educazione cattolica, la Scuola, l’Università, la Cultura e l’IRC e membro della commissione episcopale per l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università della CEI, apre il testo con la poesia Compito in classe di Jacques Prévert invitando a tenere insieme responsabilità e capacità di sognare.

Di seguito la poesia di Jacques Prevert e il testo integrale del messaggio di monsignor Giuseppe Giudice al mondo della scuola.

COMPITO IN CLASSE

Due e due quattro

quattro e quattro otto

otto e otto fanno sedici…

Ripetete! dice il maestro.

Due e due quattro

quattro e quattro otto

otto e otto fanno sedici

Ma ecco l’uccello-lira

che passa nel cielo

il bambino lo vede

il bambino l’ascolta

il bambino lo chiama:

Salvami

gioca con me

uccello!

Allora l’uccello discende

e gioca con il bambino

Due e due quattro…

Ripetete! dice il maestro

e gioca il bambino

e l’uccello gioca con lui…

Quattro e quattro otto

otto e otto fan sedici

e sedici e sedici che fanno?

Niente fanno sedici e sedici

e soprattutto non fanno trentadue

in ogni modo se ne vanno.

E gioca l’uccello-lira

e il bambino canta

e il professore grida:

Quando finirete di fare i pagliacci!

Ma tutti gli altri bambini ascoltano la musica

e i muri della classe tranquillamente crollano

E i vetri diventano sabbia

l’inchiostro ritorna acqua

i banchi ritornano alberi

il gesso ridiventa scoglio

la penna ridiventa uccello.

Prevert, Compito in classe, dalla Raccolta Paroles, 1945

IL MESSAGGIO

Carissimi,

all’inizio del nuovo Anno Scolastico 2026-2027, offro a tutti un gustoso e famoso testo di Jacques Prevert “Compito in classe”.

È un invito, per tutti gli Operatori della Scuola, ma specialmente per gli alunni di ogni ordine e grado, a coniugare con responsabilità l’impegno quotidiano, a volte faticoso, e la capacità di sognare e di uscire dall’aula, e dalla fatica dell’impegno, affidandoci alle ali della fantasia, per alleggerire il peso quotidiano e per non rimanere prigionieri dell’attimo fuggente.

Che la scuola, uscendo dalla burocratizzazione e dalle sabbie mobili, ridiventi per tutti, docenti e discenti, una vera palestra di autentica socialità, borgo culturale, laboratorio di scienza e coscienza, giusto spazio di addestramento e non di parcheggio, campo-base da cui partire, ben attrezzati, per il grande pellegrinaggio della vita, che promuoverà o boccerà a suo tempo, con esami non sempre facili.

E, soprattutto, sia luogo dove, con gesti e parole, ci educhiamo a bandire la violenza, cattiva maestra dei nostri giorni malati.

Ascoltare, imparare, ripetere, approfondire, rispettare, aprire gli orizzonti, affinare il pensiero, coltivare l’intelligenza artigianale, crescere come cittadini, vivere relazioni autentiche e sincere, aspettare ed aiutare chi resta indietro, evitare il podio prima della gara, esercitare la memoria per avere scorte nei tempi di carestia, ristabilire il patto educativo, siano i verbi che accompagnano il nascente Anno Scolastico, tappa importante del percorso esistenziale per diventare «pittori della propria vita» (S. Gregorio di Nissa).

Buon Anno Scolastico 2026-27.

A tutti la benedizione del Vescovo.

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