Grande emozione questa mattina a Pimonte per il ritorno dell’antico crocifisso nella Parrocchia di San Michele Arcangelo. L’opera, scomparsa dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, è finalmente tornata nella sua sede originaria dopo oltre quarant’anni.
A benedire il crocifisso è stato don Nino Lazzazzara, che nel 2024 aveva richiamato l’attenzione sul crocifisso scomparso, denunciando contestualmente anche la scomparsa di una tela raffigurante l’ultima cena: “Quella di oggi è una giornata importante. Il ritorno a casa del crocifisso non rappresenta soltanto il recupero di un bene prezioso, ma testimonia la fede profonda e antica della nostra comunità” – ha dichiarato.
Nel suo intervento, don Nino ha richiamato tutti al senso di responsabilità verso il patrimonio religioso e culturale: “Abbiamo il dovere di custodire ciò che abbiamo ricevuto. Siamo tutti pellegrini di passaggio e dobbiamo consegnare ai nostri figli il patrimonio che ci è stato affidato. Non siamo padroni di nulla: dobbiamo recuperare e preservare la memoria storica. Adesso si procederà al restauro, quanti vorranno contribuire a questo importante intervento, sono i benvenuti” – ha concluso.
Il crocifisso rappresenta un simbolo identitario per l’intera comunità: depositario di preghiere, speranze e devozione popolare. Il suo ritorno restituisce alla parrocchia e ai fedeli un prezioso frammento della propria memoria collettiva.
Alla cerimonia hanno partecipato il Maggiore dei Carabinieri Giuseppe De Lisa, il brigadiere Salvatore Sorrentino, il sindaco di Pimonte Francesco Somma,
Grazie a quanti hanno reso possibile il suo ritorno a casa: a coloro che hanno a cuore il patrimonio della propria terra, ai cittadini coscienziosi, all’Arma dei Carabinieri, alla Procura di Torre Annunziata.
