11 Febbraio 2026

Puoi fare tanto e avere il cuore lontano: la riflessione di Don Rito Maresca

Puoi fare tanto… e avere il cuore lontano.
«Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini» (Mc 7,6-7).
Dov’è il tuo cuore? Dov’è il mio cuore?
La fede è roba di cuore, non solo di pratiche. Guido una parrocchia che fa tante cose (e certo, se ne potrebbero fare di più e meglio). Sta per iniziare la Quaresima con il suo febbrile attivismo: confraternite che brulicano di preparativi per le processioni del Venerdì Santo, impegni che si moltiplicano… e io per primo mi darò tanto da fare. Ma la domanda resta: dov’è il mio cuore? E il tuo?
A volte ho l’impressione di fare “senza cuore”. E forse anche per questo alcuni ambienti religiosi rischiano di diventare duri: perché essere “senza cuore” significa non avere pietà, non avere misericordia. Gli scribi e i farisei, accusati da Gesù di una religione “senza cuore”, lo dimostreranno davvero: fino a complottare e condannare l’Innocente.
Signore, aiutami oggi a ritrovare il cuore: ad andarlo a cercare dove l’ho perso, dove si è attardato, dove l’ho dimenticato. Fammi vivere questa giornata con il cuore in mano, perché è l’unica cosa che ti interessa… e perché è l’unico modo di vivere davvero.
Oggi scegli un gesto “con cuore”: una telefonata che rimandi, un ascolto vero, un atto di misericordia, una preghiera fatta piano. E chiediti: sto facendo questo per abitudine o per amore?
Don Rito Maresca

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