25 Aprile 2026

Sant’Agata sui Due Golfi: alla casa della Madonna

A cinquant’anni dalla nascita al cielo di padre D’Aria, memoria viva di fede e impegno

Giovedì 23 – Aprile – 2026

Le Ausiliarie della Madonna, insieme all’Arcivescovo Mons. Francesco Alfano, con l’assistenza dei sacerdoti di Massa Lubrense e dintorni, hanno celebrato il giubileo della loro associazione, nel ricordo del passaggio al cielo del loro fondatore, Francesco Saverio D’Aria. Un momento intenso di raccoglimento e riflessione che ha riportato al centro dell’attenzione una figura centrale per la storia religiosa e sociale della Penisola Sorrentina, capace di lasciare un’impronta ancora oggi riconoscibile.

A cinquant’anni dalla sua scomparsa – era il 23 aprile 1976 – la sua eredità continua a vivere nelle opere e nelle persone che ne custodiscono il messaggio. Nato a Sant’Agnello nel 1889, padre D’Aria fu gesuita, educatore, studioso e uomo di profonda spiritualità. La sua formazione culturale lo portò a distinguersi anche come raffinato conoscitore delle tradizioni religiose e autore di studi di rilievo, tra cui una biografia critica dedicata a Francesco De Geronimo, figura di spicco della spiritualità napoletana.

Eppure, la sua vocazione non si esaurì nella ricerca e nell’insegnamento. Fu soprattutto l’incontro con la realtà della Napoli del secondo dopoguerra a segnare una svolta decisiva nella sua vita. In una città ferita dalla povertà e dal disagio sociale, padre D’Aria maturò una scelta radicale: passare dall’analisi alla concretezza dell’azione, dedicandosi in particolare agli ultimi, ai bambini abbandonati, alle periferie dimenticate.

Da questa intuizione nacque la sua opera più significativa, le Ausiliarie della Madonna, una congregazione fondata con l’obiettivo di diffondere il messaggio mariano e, allo stesso tempo, promuovere un impegno sociale concreto. Un progetto che univa spiritualità e azione, fede e responsabilità, in una visione moderna e profondamente radicata nella realtà del tempo.

Il cuore di questa esperienza prese forma a Sant’Agata sui Due Golfi, dove sorse la Casa della Madonna, un luogo destinato all’accoglienza e alla formazione dei giovani. Qui intere generazioni trovarono non solo un rifugio, ma un percorso educativo fondato sui valori della dignità, della giustizia e della solidarietà. Un modello che contribuì in maniera significativa a rafforzare il tessuto sociale della Penisola Sorrentina, offrendo opportunità concrete a chi ne era privo.

La figura di padre D’Aria si distingue anche per il coraggio delle sue scelte. Uomo libero e profondamente coerente, non esitò a sostenere posizioni controcorrente, sempre orientate al bene degli ultimi. La sua vita fu segnata anche da momenti difficili, da incomprensioni e prove personali che affrontò con spirito di fede e obbedienza, trasformando la sofferenza in testimonianza.

Negli ultimi anni poté tornare tra le sue Ausiliarie e concludere la sua esistenza proprio a Sant’Agata, nel luogo simbolo del suo impegno e della sua visione. La sua morte, avvenuta nel 1976, non segnò la fine della sua opera, ma l’inizio di una eredità destinata a durare nel tempo.

Oggi, a mezzo secolo di distanza, il suo insegnamento appare più attuale che mai. In una società attraversata da nuove forme di fragilità e disorientamento, la figura di padre D’Aria, come ricorda Sorella Cosma Pinto, invita a riscoprire il valore dell’impegno concreto, della formazione delle coscienze e della responsabilità verso gli altri. Il suo esempio dimostra come sia possibile coniugare cultura e azione, spiritualità e intervento sociale, costruendo percorsi di crescita autentica.

La celebrazione del giubileo interno delle Ausiliarie della Madonna non è stata soltanto un momento commemorativo, ma anche un’occasione per rilanciare un messaggio che guarda al futuro. Perché la memoria di padre D’Aria non appartiene solo al passato: è una testimonianza viva, capace ancora oggi di indicare una strada. Quella che parte dagli ultimi per rigenerare la comunità, unendo fede, cultura e impegno quotidiano.

a cura di Antonino Siniscalchi

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