La Chiesa di Sorrento-Castellammare di Stabia, nell’anno giubilare francescano, si raccoglie con gioia attorno a un nuovo passo vocazionale.
Martedì 23 giugno 2026, alle ore 19:00, primi vespri della Solennità di San Giovanni Battista, nella Concattedrale di Maria Santissima Assunta e San Catello in Castellammare di Stabia, l’accolito Luigi Candela sarà ordinato diacono.
Un momento di grazia che non riguarda solo un cammino personale, ma che diventa epifania della Chiesa: un popolo che genera, accompagna e riconosce i segni dello Spirito nella vita dei suoi figli.
Una storia che nasce nella comunità
Luigi nasce il 27 maggio 2000 a Napoli. Il suo cammino vocazionale prende forma a partire dai 16 anni nella parrocchia di San Marco Evangelista in Castellammare di Stabia: è lì che la fede diventa esperienza concreta, fatta di servizio, ascolto e vita condivisa fino all’ingresso in Seminario. Negli anni successivi, il suo percorso si arricchisce attraverso diverse tappe pastorali: due anni a Sant’Antonio Abate, un anno a Massaquano, e da due anni la presenza nella comunità di Moiano, presso la parrocchia di San Renato.
Un’immagine che racconta una vocazione
Per la locandina dell’ordinazione, Luigi ha scelto un’immagine particolarmente significativa: San Francesco raffigurato in abiti diaconali.
Una scelta che non è solo estetica, ma profondamente spirituale. San Francesco, icona di umiltà e di servizio, richiama da diacono il cuore del diaconato: una vita donata, povera e disponibile, capace di farsi prossima. In lui si riflette quel Vangelo vissuto sine glossa, che il diacono è chiamato ad annunciare non solo con le parole, ma con tutta la propria esistenza.
Il rito: un “sì” che si fa servizio
L’ordinazione diaconale è uno dei momenti più intensi e significativi nella vita della Chiesa. Attraverso gesti antichi e carichi di senso, la comunità riconosce e conferma la chiamata di Dio.
Il rito si apre con la presentazione dell’eletto: il suo nome viene pronunciato pubblicamente, come segno di una chiamata personale che diventa ecclesiale.
Segue l’impegno e la promessa: Luigi offrirà la sua vita nel celibato, nella preghiera e nel servizio, configurandosi a Cristo servo.
Uno dei momenti più forti è la prostrazione durante le Litanie dei Santi: il candidato si stende a terra, segno di totale affidamento a Dio e alla comunione dei santi. È l’immagine di una vita consegnata, che si lascia sostenere dalla grazia.
Con l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione, il Vescovo invoca lo Spirito Santo: è il cuore del rito, il momento in cui Dio stesso consacra e invia.
Infine, la consegna del Libro dei Vangeli:
“Ricevi il Vangelo di Cristo, del quale sei divenuto annunciatore”.
Non solo proclamare, ma incarnare la Parola nella vita.
Un dono per tutta la Chiesa
Il diacono è chiamato a servire nella liturgia, nella Parola e nella carità: tre dimensioni che si intrecciano e si illuminano reciprocamente.
Non è un ruolo, ma una forma di vita: essere segno di Cristo che si china, che lava i piedi, che si fa prossimo.
In questo tempo giubilare, segnato dallo spirito francescano, il “sì” di Luigi assume un significato ancora più profondo: una chiamata a vivere la semplicità del Vangelo, la gioia del dono, la fraternità concreta.
La Chiesa diocesana è invitata a partecipare a questo momento di grazia, accompagnando con la preghiera e la presenza questo nuovo passo nel cammino di Luigi.
Perché ogni vocazione è un dono che rinnova la speranza e ricorda a tutti che il Signore continua a chiamare, oggi.
