19 Maggio 2026

“Sfidare il tempo con il coraggio della fede”, in formazione con Padre Luigi Gaetani

A Castellammare una giornata di spiritualità con la vita consacrata

Non è stata la pioggia a fermare il desiderio di incontro e di comunione.

Sabato 16 maggio, la comunità delle Suore Compassioniste, ha ospitato i religiosi e le religiose della nostra Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare per un’intensa giornata di formazione e spiritualità, guidata da Padre Luigi Gaetani, presidente nazionale del CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori). Ad arricchire l’incontro è stata la paterna e accogliente presenza del nostro arcivescovo, Monsignor Francesco Alfano, che come sempre ci ha accolto con il suo calore e la sua guida.

Proprio il maltempo ha offerto lo spunto per ricollegarsi all’incontro precedente: un invito, metaforico e spirituale, a lasciarsi “impregnare dalla pioggia”, segno tangibile della grazia di Dio. Al centro della meditazione di padre Luigi, due figure evangeliche: Marta e Pietro. Due immagini che rimandano a esperienze di fede autentiche, perché radicate nell’incontro vivo con Gesù. Padre Luigi ci ha subito lanciato una provocazione: la vita consacrata è chiamata a sfidare il tempo, ad affrontare il quotidiano con audacia, fuggendo la tentazione di diventare come “un uomo seduto sulla riva di un fiume, che vive solo di ricordi e ha abbandonato ogni forma di desiderio”.

Il rischio, spesso, è proprio quello di restare “seduti a guardare” con la falsa convinzione di non poter più “attraversare quel fiume”. Marta di Betania ci insegna a rompere gli indugi. Non accoglie Gesù semplicemente tra le mura di casa sua, ma dentro di sé. Il suo stesso corpo diventa il luogo dell’incontro con il Cristo che la abita. Marta diventa spazio di accoglienza totale: non ospita il Maestro in un luogo fisico, ma nella sua stessa vita. Gesù è pronto persino a interrompere il suo viaggio verso Gerusalemme pur di fermarsi per accoglierla ed essere accolto da lei.

Dalla terraferma di Betania al mare in tempesta: il secondo episodio ha messo al centro la barca dei discepoli scossa dalle onde. Davanti a Gesù che cammina sulle acque, la prima reazione è la paura, lo scambiano per un fantasma. “La paura non ti fa sorridere, diventa una prigione”, ha sottolineato padre Luigi, ponendo poi la domanda centrale: come si vincono le paure? La risposta la troviamo nel comando che Gesù rivolge a Pietro: “Vieni”. Per obbedire, Pietro deve lasciare l’unica cosa che gli garantisce sicurezza: la sua barca. Deve camminare sul mare delle sue paure. Sebbene sappia nuotare, stavolta gli è chiesto di camminare. Per un istante ci riesce, ma quando il mare torna ad agitarsi Pietro inizia ad affondare. È lì Pietro grida: “Signore, salvami!”. Pietro riconosce che Cristo è il Signore. Gesù stende subito la mano e lo afferra in un abbraccio, simbolo di sicurezza, è come se gli dicesse “Ti puoi fidare di me, non vai a fondo”. Perché Pietro stava affogando? Perché aveva dubitato, cessando di cercare Gesù con lo sguardo. È quando smettiamo di cercarlo che non lo vediamo più.

Impariamo a restare davanti al Santissimo anche quando non sentiamo nulla, è stata poi l’esortazione di Padre Luigi. Tutta la salvezza si gioca in uno sguardo: quello di Gesù per Marta, per Pietro, e per ciascuno di noi. Dopo la profonda meditazione, ci siamo divisi in piccoli gruppi di condivisione. Un momento prezioso in cui ognuno ha potuto far risuonare la Parola ascoltata, incarnandola nella propria storia e nella propria vita. Si torna così alla quotidianità più forti, grati a Dio per questi momenti di grazia che ci rafforzano nella fede e ci uniscono tra di noi. L’augurio reciproco, per ciascuna e ciascuno, è quello di poter essere sempre come Marta e Pietro: un luogo vivo in cui accogliere Cristo, per poi accoglierlo nei fratelli e nelle sorelle che Egli ci pone accanto ogni giorno. Sant’Antonio Abate (Na) 19/05/2026 Delegata Diocesana U.S.M.I Ist. Sec. Servi della Sofferenza Teresa Maria Calabrese.

Delegata diocesana USMI
Teresa Calabrese

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