L’11 e il 12 ottobre si è svolto a Orvieto il primo incontro dei delegati delle diocesi italiane in preparazione al XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale, in programma dal 23 al 26 settembre 2027. Anche la nostra Arcidiocesi ha preso parte all’appuntamento attraverso l’Ufficio Liturgico Diocesano.
«Unum corpus, multi sumus» – “Pur essendo molti, siamo un solo corpo” (1Cor 10,17): è il tema che accompagnerà la Chiesa italiana verso il Congresso, dedicato all’Eucaristia come segno di unità e fermento di pace. Le giornate di Orvieto e Bolsena hanno alternato celebrazione, preghiera, approfondimento e visita ai luoghi legati alla grande tradizione eucaristica, offrendo ai delegati anche le prime indicazioni sul percorso che accompagnerà le Chiese locali nei prossimi mesi.
Non solo un evento, ma un cammino. Il Congresso non vuole essere semplicemente un appuntamento da attendere, ma un cammino da vivere nelle nostre comunità.
Il sussidio nazionale che di qui a breve sarà inviato alle Diocesi seguirà infatti il ritmo dell’anno liturgico, aiutando a riscoprire l’Eucaristia come mistero da celebrare nel tempo di Avvento e Natale, mistero da credere in Quaresima e Pasqua e mistero da vivere nel Tempo Ordinario.
Particolarmente significativo anche l’itinerario proposto attraverso quattro passaggi: raduno, ascolto, comunione e missione. Il Signore raduna il suo popolo, parla alla sua Chiesa, la nutre con l’unico Pane e la invia perché ciò che celebra diventi vita, servizio e carità.
«Senza ascolto qualsiasi ricerca diventa vana»
Durante la Santa Messa celebrata nel Duomo di Orvieto, il vescovo mons. Gualtiero Sigismondi ha richiamato proprio la necessità dell’ascolto: «Senza ascolto qualsiasi ricerca diventa vana». L’ascolto della Parola apre alla fede e permette di riconoscere la presenza del Signore nell’umiltà dei segni eucaristici, fino a recuperare quello “stupore eucaristico” di cui le nostre comunità hanno bisogno.
Il Vescovo ha inoltre sottolineato il valore dell’adorazione, invitando a riscoprire la capacità di sostare davanti al Signore e di «piegare le ginocchia in pensosa adorazione».
Un cammino che incontra la nostra Diocesi
La proposta nazionale si inserisce bene anche nel cammino formativo dell’Ufficio Liturgico Diocesano, che quest’anno accompagnerà le nostre comunità ad approfondire e vivere sempre meglio i diversi tempi dell’anno liturgico.
I due percorsi potranno così procedere nella stessa direzione: riscoprire la centralità della domenica e dell’Eucaristia, curare la celebrazione e approfondire il legame tra Parola, altare e vita.
Perché formarsi alla liturgia non significa soltanto conoscere meglio riti e celebrazioni, ma soprattutto lasciarsi formare dalla liturgia, permettendo al mistero celebrato di plasmare la vita delle nostre comunità.
Da Orvieto ritorna allora una domanda da portare nelle nostre parrocchie: l’Eucaristia che celebriamo sta realmente facendo di noi un solo corpo?
È questo il cammino verso il 2027: lasciarci radunare dal Signore, ascoltare la sua Parola, nutrirci dell’unico Pane e ripartire per diventare, nella vita quotidiana, fermento di comunione e di pace.
Unum corpus, multi sumus. Molti, un solo Corpo.
Don Salvatore Iaccarino
