…Vi sono nella storia di un popolo o di una città delle date memorande che restano non solo gloriose nelle pagine della storia, ma vive, immortali nella mente di un popolo. Il ricordo di queste date fatidiche è sempre dolce e soave; imperla di lacrime il ciglio del vecchio che commosso ne parla ai nipoti, fa palpitare di vivo entusiasmo il cuore del giovane sempre aperto ad ogni flusso vitale di bene, infonde un senso di tenerezza nel cuore della donna. Tale sarà per noi Sorrentini l’anno di grazia 1925 centenario della morte del gran Padre e Protettore S. Antonino Abate. In quest’ anno noi abbiamo visto la più splendida glorificazione del sepolcro del gran Padre S. Antonino. Oh quali grandi manifestazioni di fede. La nostra mente ne è ancora ripiena; il nostro cuore pur oggi ne palpita. Il nostro cuore? Oh I quanti fremiti d’amore esso ha dato in quest’anno! Quanti sussulti di gioia! Ricordiamo…
Con queste parole, don Gaetano de Maio annunciava, in un articolo del bollettino La Voce di Sant’Antonino, Anno III N° 2 del 14 febbraio 1926, la fine del tredicesimo centenario della morte di Sant’Antonino Abate.
Nel 2025, abbiamo avuto il dono di poter festeggiare il quattordicesimo centenario del Santo e abbiamo sentito il dovere di dedicare questa edizione di “Mystica, la musica della nostra terra” alla chiusa dei solenni festeggiamenti.
Dopo numerose ricerche, abbiamo appreso che la festa in occasione del tredicesimo centenario non coinvolse solo i sorrentini, che sono devoti al santo in quanto loro patrono cittadino, ma coinvolse tutto il territorio dei Monti Lattari, ovvero tutto il territorio della nostra arcidiocesi, oggi. E non solo, coinvolse mezza Italia!
Soprattutto abbiamo appreso di come la musica fu l’arte privilegiata a sottolineare quell’anno di grazia. (Rimandiamo i più attenti e interessati ad un articolo scritto lo scorso dicembre, lo si può trovare sul canale social del CSMLG e sul blog la grotta di Giano).
Da qui l’idea di coinvolgere tutti i cantori interessati e proporre una carrellata di inni popolari dedicati ai vari santi patroni delle maggiori città che formano la nostra Diocesi. Come la statua di Sant’Antonino andò in lungo e in largo per il territorio 100 anni fa, così tutte le città vanno dal Santo simbolicamente attraverso i loro inni patronali.
Chiaramente, gli inni scelti sono alcuni dei frutti dell’importante lavoro di ricerca, salvaguardia e recupero che CSMLG fa sulla musica dei compositori
della nostra terra, quindi alcuni potrebbero essere sconosciuti ai più, altri del tutto dimenticati.
Per la prima volta nella storia dei Mystica abbiamo un coro unico che canterà con un’unica voce e un unico cuore. Tutti cantano tutto, è una grande emozione e soprattutto un importante punto di arrivo, o forse meglio dire di partenza, per il nostro territorio e di questo ne siamo tutti infinitamente grati! La musica diventa ancora una volta artefice di unità e protagonista nella preghiera.
Il concerto si aprirà con il Gaudeams di Francesco Saverio Fiorentino, scritto nel 1919. Continuiamo con un antico inno al Santo (1896) a due voci maschili, molto probabilmente composto da Antonino Grandeville, che fu anche maestro di Fiorentino.
Incoronato Antonino, inizieremo figurativamente con una processione che da Castellammare rientra a Sorrento.
Ecco l’inno a San Catello del sacerdote Stabiese Gaetano Nastro, dove il testo che cita il Monte Faito, l’arcangelo Michele e l’amicizia tra lui e Antonino ci ha profondamente colpiti. Doveroso è ringraziare Giuseppe Plaitano, curatore dell’omonimo archivio che con grande prontezza e generosità ha condiviso con noi questo spartito.
Continuiamo con l’inno a San Ciro di Vico che don Luigi Guida scrisse per il suo patrono, che verrà eseguito nell’originale forma, con le pagine del solo riproposte.
Andando avanti incontriamo la Madonna del Lauro e tra i tanti inni dimenticati abbiamo scelto il più antico, scritto da Camillo Paturzo, padre artistico, insieme al già citato Grandeville, di quelli che saranno i nostri compositori.
Sempre a Meta ci fermiamo per cantare l’inno che padre Mariano Iaccarino O.S.B. scrisse per la cappella metese dell’arciconfraternita della SS. Immacolata in cui si venera il santo e anche qui il testo ci ha profondamente colpito: “A te Sorrento Grida l’amore!” e nella seconda strofa: “Anche Meta ti grida l’amore!”
Per questo inno, che ci è arrivato privo di accompagnamento, Andrea Massa ha provveduto a svilupparne una versione a quattro voci.
A Meta poi, abbiamo un altro inno scritto da don Raffaele de Gennaro nel 1925 e fu cantato esattamente nel momento in cui la statua del santo arrivò in basilica ma, purtroppo, non si è salvata la musica. È pervenuto solo il testo.
Arrivati a Piano, terra consacrata a San Michele Arcangelo, abbiamo scelto un inno molto semplice, scritto per Pimonte che alle pendici del Faito ha
l’Arcangelo come suo protettore. L’inno è di Luigi Ferraro che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare nella scorsa edizione di Mystica.
Nell’inno ai santi Protettori la prima strofa è dedicata al Sacro cuore di Maria che è considerata protettrice della cittá insieme ai santi Prisco e Agnello.
L’inno completamente caduto in disuso è stato recuperato solo quest’anno grazie al CSMLG. Sembra essere più antico di quello abitualmente in uso ma è stato composto sempre dallo stesso compositore santanellese Mariano Iaccarino O.S.B.
Arriviamo finalmente a Sorrento e il coro di Mystica intonerà le note della marcia eucaristica “Sotto un cielo che ha mille fulgori” scritta da don Luigi Guida esattamente 100 anni fa per le giornate eucaristiche Sorrentine. Sarà la volta del Padre Nostro, meravigliosamente composto dal maestro Roberto Altieri, tuttora in attività e che fa parte della Messa del Terzo millennio per due cori e orchestra.
Finiremo con un altro piccolo ma meraviglioso gioiello scritto per Sorrento da Padre Enrico Buondonno O.F.M… Alleluia!
Chiudiamo quindi con la musica di un francescano, un piccolo anticipo della prossima edizione di Mystica, nel 2027, che sarà tutta in onore di San Francesco, a festeggiare in musica il Giubileo Francescano appena indetto.
Ogni edizione di Mystica è un pezzetto di cuore che noi tutti vi doniamo con pazienza e devozione. Vogliateci sempre bene, state con noi.
Il lavoro dei cori e dei loro maestri è enorme, la cura con cui ogni dettaglio è studiato è ammirevole, il rispetto reciproco e per i nostri avi è Santo ed è trampolino per un futuro di pace.
Che la musica possa addolcire costantemente i cuori, aprirli alla grazia che porta con sé.
All’Amore Immenso.
Grazie
Candida Guida






















